Collezioni paletnologiche

Dall’Egitto proviene una collezione di materiali paletnologici di epoca predinastica (alcune decine di vasi, lame di selce, elementi di corredo tombale) e dinastica (statuette, scarabei...)

I reperti sono stati recuperati durante le missioni archeologiche italiane succedutesi nei primi decenni del Novecento. I calchi originali “Marro-Fumagalli” delle incisioni rupestri della Valcamonica sono tra i reperti di maggior interesse paletnologico presenti in Museo. Tra essi spiccano i calchi dei massi di Cemmo. L’Italia preistorica è rappresentata anche da oggetti del sito lacustre di Trana (palafitta, pagaia) provenienti dalla raccolta del Prof. Parona, e da oggetti piemontesi provenienti dalle campagne di scavo sul Monfenera e in Valle Orco, effettuate durante gli anni 1965-1978.  

Dalla penisola garganica provengono alcuni oggetti di raccolta occasionale che documentano soprattutto le Età dei Metalli. Notevoli sono i materiali litici di età paleolitica, tra cui una serie di bifacciali somali della raccolta di Seton Karr. Ha un certo significato, nella storia dell’archeologia, la collezione preistorica della Valle del Potomac (USA), formata alla fine dell’800 e comprendente strumenti litici e frammenti fittili dell’Arcaico degli Stati Uniti orientali. Fanno parte delle collezioni preistoriche e archeologiche del Museo anche le modeste ma pregiate serie di vasi, monili, figurette e ossidiane della Mesoamerica (area Maya) e della costa del Perù. Le origini di questo materiale non sono note.

L’archeologia storica è rappresentata da alcuni vasi dipinti dall’Etruria e dalla Libia, nonché da una serie di importanti esemplari dell’Isola di Cipro, alcuni di epoca preistorica. Complessivamente i materiali preistorici ed archeologici del museo ammontano a oltre 800 unità.

Il Museo è chiuso
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