Storia

La storia del Museo di Antropologia ed Etnografia è collegata a quella dell’omonimo Istituto universitario le cui origini risalgono al 1923, anno in cui venne istituito per il prof. Giovanni Marro l’insegnamento di Antropologia.


Nel 1925 l’Istituto disponeva di due stanze negli ammezzati di Palazzo Carignano; qui il prof. Marro iniziò a far affluire numerosi reperti antropologici frutto di campagne di scavo personalmente condotte in Egitto qualche anno prima, raccolte anatomiche ed etno-antropologiche di svariata origine e provenienza,  nonché  reperti collezionati dal  padre Antonio Marro, psichiatra,  sociologo ed antropologo. 

Nel 1936 le collezioni furono trasferite nella sede dell’antico Ospedale San Giovanni Battista. Disponendo di nuovi locali, le raccolte del Museo si ampliarono notevolmente. Alla morte del Prof. Marro, nel 1952, la cura delle collezioni venne assunta dalla sua assistente, Savina Fumagalli, successivamente incaricata per l’insegnamento dell’Antropologia. Dopo la morte della professoressa Fumagalli, tra il 1962 ed il 1968 si attuò una nuova fase di ristrutturazione impostando nuove basi espositive e di conservazione delle collezioni.

Nel 1984 venne chiuso al pubblico in quanto i locali dello storico edificio non erano più rispondenti alle norme di sicurezza. Negli anni che seguirono  sono state realizzate numerose azioni volte alla presentazione delle collezioni attraverso l’allestimento di mostre tematiche temporanee o itineranti e cicli di conferenze. È in corso la realizzazione del progetto di trasferimento delle collezioni al Palazzo degli Istituti Anatomici.


Il Museo è chiuso
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